Ippolito II d’Este: storia del Cardinale che commissionò la Villa

Ippolito II d'Este

Quando si parla di Villa d’Este, uno dei luoghi più beli di Tivoli da visitare, viene subito alla mente il nome della figura della quale porta il nome. Il cardinale Ippolito d’Este, Governatore di Tivoli dal 1550.
Si sta parlando del figlio del duca di Ferrara Alfonso I e di Lucrezia Borgia, il cui destino da prima della nascita era quello di intraprendere la carriera ecclesiastica. È nel 1539 che Ippolito II d’Este viene nominato cardinale: una figura di prestigio tant’è che diverse volte, negli anni a venire, sarà indicato come candidato al soglio pontificio.
Dopo aver passato diversi anni alla corte del re di Francia Francesco I, Ippolito II d’Este si stabilisce a Roma diventando una sorta di mecenate: inizia infatti a circondarsi di artisti e letterati entrando in contrapposizione con i più grandi prìncipi dell’epoca, solitamente dediti a quell’attitudine al bello.

Nominato Governatore di Tivoli

La storia del cardinale Ippolito II d’Este si intreccia con la antica Tibur a partire dal 1550, quando viene nominato Governatore di Tivoli. È da lì che Ippolito inizia a pensare di edificare un’opera magnificente, un progetto grandioso in grado di competere per bellezza con Villa Adriana, la meravigliosa dimora dell’Imperatore Adriano che sorgeva sempre a Tivoli.
ll progetto si basa sulla trasformazione di un antico monastero annesso alla chiesa di S. Maria Maggiore e dei terreni limitrofi: il cardinale Ippolito II d’Este decide di incaricare Pirro Ligorio, grande architetto, pittore e antiquario italiano del 1500, per effettuare le prime indagini archeologiche su quei siti e verificarne la fattibilità. Il progetto vero e proprio fu poi realizzato materialmente dall’architetto Albero Galvani.

I lavori su Villa d’Este

Iniziano quindi i lavori per edificare questa magnificente opera presente inizialmente soltanto nelle idee del cardinale. Dopo una fase iniziale piuttosto spedita si ebbe una prima battuta di arresto: il tutto avviene in concomitanza delle accuse mosse al cardinale Ippolito di condurre una vita licenziosa e dissoluta oltre che di pratiche simoniache.
I lavori a Villa d’Este riprendono intorno al 1560 e furono dispiegate ingenti somme di denaro per completarla. Sono tanti anche gli artisti, artigiani e artisti sia italiani che stranieri, che lavorano al completamento dell’opera.
Nel 1572 con la morte del cardinale Ippolito II d’Este viene ultimata la villa: si portano a compimento le decorazioni delle sale del palazzo e si terminano i lavori del giardino con le fontane e i giochi d’acqua.
Una figure particolare quella di Ippolito II d’Este, ambivalente, cui si deve comunque ancora oggi gratitudine per la nascita di una delle opere più imponenti di Tivoli e che ancora porta il suo nome: Villa d’Este.

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