Chiesa di San Lorenzo a Tivoli o duomo di Tivoli

Chiesa di San Lorenzo a Tivoli o duomo di Tivoli

La chiesa di San Lorenzo a Tivoli è nel centro della città, e la leggenda vuole che la chiesa è stato direttamente costruita dall’imperatore Costantino dopo il suo editto di Milano del 313 d.c. La sua attribuzione risale a papa tiburtino San Simplicio del 468-483 per poi essere dedicata da Papa Leone III 795 a San Lorenzo.

La facciata attuale è stata completamente rimaneggiata in epoca barocca verso il 1650, con l’aggiunta di un portico a tre fornici  dove al suo interno possiamo ancora vedere sotto il nartece un immagine Mariana della Madonna della pietà risalente all’epoca medievale del XVI secolo.

Poco distante abbiamo il campanile che è separato dalla chiesa come sappiamo in quell’epoca venivano separati; ed è un classico campanile di stile laziale a 3 linea di archi. Alto 47 metri e la sua costruzione risale all’antica chiesa romanica di San Lorenzo.

Interno della Chiesa di san Lorenzo a Tivoli

Al suo interno l’edifico è ad una unica navata con quattro cappelle laterali comincianti tra di loro; di cui la prima cappella sulla sinistra è praticamente l’ingresso della chiesa. Mentre dall’altro lato in maniera speculare corrisponde la sacrestia della chiesa.

Al centro vi è la navata centrale che viene divisa dalle cappelle con pilastri che la incorporano al loro interno. Le antiche colonne sono in stile corinzio è già erano presenti nell’antica cattedrale romanica. E sopra la volte a botte vi sono delle lunette con piccole finestra con riquadri dove possiamo guardare il Martire San Lorenzo e la fede con vicino la religione. E nella parte sovrastante vi sono de tondi con i dodici apostoli.

Al fondo dell’abside è dipinta dal pittore Angelo de Angelis pittore romano risalente alla fine del1816 e noto per aver lavorato al Quirinale dipingendo scene della Cappella Paolina. 

Al centro vi è l’altare con una ricca decorazione marmorea policroma decorata con putti e cherubini, dove dietro di esso vi è abside con il dipinto raffigurante San Lorenzo davanti al giudice prima del Martirio, di Pietro Labruzzi, 1739-1805, il quale ha anche lavorato nella chiesa di Santa Maria della Luce a Trastevere dove vi è un pala d’altare.

Cappelle sul lato destro

Sul lato destro della navata vi sono quattro cappella di cui la prima è la cappella del Crocifisso, Cappella dell’Immacolata, Cappella di San Lorenzo e la cappella della deposizione. Invece sul lato di sinistro abbiamo, la Cappella dei martiri persiani, Cappella del Santissimo Salvatore.

  • Cappella del Crocifisso è stata affrescata e da Raffaele Giulini nel 1864 , dove si può vedere la storia di Gesù. Sul altare al centro della cappella del Crocifisso vi è un opera di Mattia de Rossi, noto architetto del tardo barocco romano, il quale ha lavorato anche a Roma. Nella padella inferiore vi è un altro quadro attribuito a Guido Reni e rappresenta la Vergine Addolorata 1575.
  • Cappella dell’immacolata Concezione, disegnata dall’architetto Geroloma Theodoli, nel fine del settecento. Dove al suo interno vi è una statua della Madonna Immacolata ad opera dello scultore Chirstoph Veyrier del fine Seicento.
  • Cappella di San Lorenzo, al suo interno vi sono varie tele pittoriche di pregio visto che risalgono tutte al Seicento. Di cui abbiamo due tele di Ludovico Gimignani e due di Pietro Lucatelli, che raffigurano la vita di San Lorenzo. E sull’altare della Cappella vi è un altro disegno di Mattia de Rossi  con accanto il Martirio del Santo titolare d’Innocenzo Tacconi. 
  • Cappella della deposizione, è la cappella più vicina all’altare maggio dove vi è la Deposizione di Cristo risalente al 1220-1230. L’opera lignea è in pioppo e vi è dipinta la Deposizione di Cristo, ed è stata attribuita al laboratorio monastico cistercense. L’opera è completamente in legno di pioppo non dipinta ed è raffigurata da più statuette in legno che rappresentano: Gesù in Croce, la Madonna, San Giovanni evangelista, Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo e un angelo.

Cappelle sul lato sinistra:

  • Cappella dei Martiri Persiani, risalente alla seconda meta del Seicento e dipinta dal pittore Bartolomeo Colombo allievo di Pietro da Cortona. Al suoi interno vi sono i santi persiani Mario, Marta, Abaco e Audiface con i relativi monumenti funebri.
  • Cappella del Santissimo Salvatore, di Vincenzo Manenti che dipinse il suo interno con storie della vita di Cristo; dove vi è l’importante opera del XII secolo. Il Trittico del Santissimo Salvatore, sempre di attribuzione circestense  dei monaci di Farfa. Lateralmente in una vetrina a parte si può vedere la struttura in argento  che decorava le tavole e il dipinto a modo d’icona.

 

 

 

 

 

 

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