Rocca Pia: Tivoli e i monumenti storici della città

Oggi vi  parleremo di un monumento  che solo di recente è stato riconsegnato alla città di Tivoli  dopo essere stato chiuso per diversi decenni. Si tratta della cd. Rocca Pia, una fortezza risalente al XV sec.  che viene a trovarsi nel centro della città poco lontano dalla celeberrima Villa D’Este di epoca rinascimentale. Seguitici  in questa visita guidata alla scoperta dei monumenti meno “ famosi “  della città di  Tivoli  fondata secondo la tradizione prima della città di Roma  da eroi leggendari  che si presume arrivassero dalla Grecia.

Piazza Garibaldi a Tivoli 

Giunti a Tivoli, percorrendo la Via Tiburtina si viene accolti da una grande Piazza intitolata a Giuseppe Garibaldi  a ricordo del suo passaggio a Tivoli il 3 luglio del 1849. Ombreggiate  da antichi   pini  tre grandi fontane  zampillanti acqua  costruite negli anni ‘ 50 caratterizzano il lato settentrionale della Piazza  Garibaldi costituito da un belvedere che si affaccia sulla campagna romana. Da qui sullo  sfondo si possono vedere i Monti Cornicolani che si allungano  verso la Sabina  mentre  verso occidente sulla linea dell’orizzonte si notano edifici pertinenti alla città di Roma.Quando  il tempo lo permette e le giornate sono serene da questo splendido “  balcone  naturale “ si ammira in tutto il suo splendore anche  la Cupola di San Pietro.

Al centro della piazza di recente è stato installato un monumento moderno, l’ Arco dedicato ai Padri Costituenti opera di Arnaldo Pomodoro. A seguire il lato settentrionale della piazza è chiuso da un edificio seicentesco: le Scuderie Estensi di pertinenza della Villa D’Este. Questo enorme edificio di servizio in epoca antica poteva ospitare fino a 100 cavalli, di recente è stato ristrutturato e riconvertito per sala convegni, mostre e conferenze. Risalendo Vicolo del Barchetto che costeggia le Scuderie Estensi si raggiunge la sommità della  piccola  collina dove si erge superba la cd.  Rocca Pia ai cui piedi si allunga ancora in parte visibile  l’Anfiteatro Bleso edificato in epoca imperiale nel II  sec. d.C. L’esistenza di questo anfiteatro era nota grazie a una epigrafe ritrovata nel Santuario di Ercole Vincitore situato lungo l’antica Via Tiburtina. Nei pressi delle antiche mura della città  di Tivoli, monumento questo che è stato riaperto al pubblico da poco.

Nell’iscrizione viene citato un personaggio vissuto all’epoca dell’ Imperatore Adriano, che ai piedi di Tivoli si fece costruire la splendida Villa Adriana  risalente al II sec.d.C. Il  personaggio in questione  si chiama M.Tullius Blaeso che avrebbe donato 200 sesterzi e 200 giornate lavorative per inaugurare l’anfiteatro che poteva ospitare fino a 2000 persone e di cui pare si fosse servito anche l’Imperatore Adriano poiché   la sua Villa  poco distante ne era sprovvista. L’anfiteatro è stato riportato alla luce nel  1948 dal momento che con la costruzione della Rocca Pia a partire dal 1461 venne distrutto.L’anfiteatro aveva la classica forma ellittica; con una arena centrale di 61 x 41 m ancora visibile  intorno al quale si disponevano le gradinate andate perdute .Il lato settentrionale del monumento è ancora oggi sottolineato da una antica strada romana basolata che da qui passava. Accanto all’ edificio doveva sorgere anche una schola gladiatorum similare a quella che ritroviamo nel più famoso Colosseo di Roma. Lasciamo ora l’ “Anfiteatro Bleso “ ed entriamo nella Rocca Pia di epoca medievale.

La Rocca Pia a Tivoli

La Rocca Pia fu voluta dal Papa umanista  Pio II Piccolomini  e i lavori ebbero inizio nel 1461. Si trattava di un castello fortezza edificato dallo Stato Pontificio e dunque gestito dalla Camera Apostolica al fine di poter controllare meglio la ribelle città di Tivoli. A questo tipo di costruzioni militari fanno parte anche altri monumenti similari quali il famoso monumento di  Castel Sant’Angelo a Roma, il Castello di Giulio II che si trova a Ostia Antica e i Fortalizi di pertinenza della città di Civitavecchia. Tivoli in epoca medievale era una città lacerata da lotte acerrime  fra il partito guelfo che sosteneva il papato  e quello ghibellino che appoggiava il potere imperiale ,nonché tra i seguaci della Casata Colonna e quelli della rivale  famiglia  Orsini. Alla fine il Papa riuscì a domare le intemperanze del popolo tiburtino  stabilendo la propria egemonia sulla città e per  controllarla  meglio  decise  costruire castello fortezza dandogli il proprio nome.  Alla costruzione della Rocca Pia parteciparono importantissimi architetti dell’ epoca quali Varrone e Niccolò giunti da Firenze, discepoli dell’architetto Filarete che per primo concepì l’dea della  “città ideale “  concetto ripreso poi dal Papa Pio II per la realizzazione della città di Pienza.

L’architettura della Rocca Pia

L’intera fortezza è stata costruita con materiale tufaceo poiché questo territorio, di origine vulcanica,  è ricco di cave di tufo. Originariamente il complesso era circondato da un fossato e da un ponte levatoio ora scomparso. L’ingresso principale presenta ancora oggi le insegne della famiglia dei Piccolomini, costituito da una croce e lune dorate. Il monumento è formato da 4 torrioni che presentano dimensioni e altezze diverse,  ubicate intorno a un cortile dove si viene accolti  una volta entrati nel monumento. La torre più importante presenta una altezza di circa 37 metri ed è caratterizzata da 6 ambienti sistemati su livelli diversi; a seguire il torrione secondario con 5 ambienti mentre le altre due torri più piccole hanno 3 stanze cadauno. Tutto il complesso presenta sulla sommità l ‘antica  meraltura guelfa. I lavori della Rocca una volta morto Papa Pio II Piccolomini furono portati a compimento dal Paolo II, poi dal Papa  Sisto IV e infine da Papa Alessandro VI padre della famosa Lucrezia Borgia.

Lucrezia Borgia fu anche la mamma di Ippolito II d’Este che qui a Tivoli si fece costruire la sua residenza estiva, la famosa Villa D’Este di epoca rinascimentale. Le fonti ci dicono che nel 1494 i lavori della fortezza  erano ormai terminati e che addirittura qui fu ospitato il Papa Alessandro VI.In epoca seguente la Rocca venne occupata sia dai francesi che  dagli austriaci. Quindi nel sec. XIX la Rocca fu trasformata prima in  caserma  militare e poi come prigione per reati minori fino agli anni ‘ 60. La Rocca Pia dopo un  lungo periodo di abbandono è stata finalmente ristrutturata e riaperta al pubblico.

 

 

 

 

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