Tra templi romani e cascate: Villa Gregoriana

Villa Gregoriana

Un’area naturalistica di enorme impatto al punto che fu concessa in comodato al FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, dallo Stato, nel 2002. L’area naturalistica di Villa Gregoriana è un insieme di boschi, sentieri, grotte naturali resti antichi e panorami mozzafiato sull’Aniene, l’affluente del Tevere che bagna Tivoli.
In alcuni punti è anche possibile vedere il corso d’acqua inghiottito dalle pietre, diventare un tutt’uno con le rocce e formare una spettacolare cascata. Un panorama fantastico, denso di bellezza e romanticismo. Il tutto a pochi chilometri da Roma, in un contesto paesaggistico già pieno di luoghi di enorme interesse che ogni anno porta migliaia di turisti a richiedere visite guidate a Tivoli.

Nata per volontà di Papa Gregorio XVI

Un parco maestoso nato per volontà di Papa Gregorio XVI nella prima metà dell’Ottocento e in grado di racchiudere un patrimonio esplicativo della cultura romantica. Qui si fondono in una cornice meravigliosa natura, storia, archeologia.
E non a caso anche Villa Gregoriana era meta del cosiddetto Gran Tour dell’800, quel lungo viaggio compiuto nell’Europa continentale in epoca rinascimentale da parte di giovani appartenenti alla più alta aristocrazia per venire a contatto con i luoghi di bellezza che potessero insegnare qualcosa.
Villa Gregoriana con il suo parco, proprio in virtù di questa sua enorme bellezza, è sempre stata anche il soggetto delle rappresentazioni pittoriche di Tivoli. Il parco nacque quando, nel 1832, papa Gregorio XVI promosse una grandiosa opera di ingegneria idraulica per contenere le continue esondazioni dell’Aniene.

La rinascita grazie al demanio

Portata a termine quest’opera, il papa diede vita al parce che nacque con il suo nome: parco di Villa Gregoriana. Dopo la II Guerra Mondiale l’intero sito divenne proprietà del Demanio fino al 2002; dopo anni di incuria che avevano ridotto l’intero complesso a un sito abbandonato e degradato, Villa Gregoriana fu data in concessione al Fondo per l’Ambiente Italiano che lavorò a lungo per sistemarlo e farlo tornare ai fasti di un tempo.
Nel 2005 il parco venne aperto nuovamente al pubblico; un momento importante che vide la riconsegna di questa meraviglia a cittadini e turisti di tutto il mondo i quali poterono percorrere nuovamente gli antichi sentieri rimessi a nuovo ammirando anche i resti di diversi generi ed epoche. Tra questi, i resti della Villa del console romano Manlio Vopisco e i templi romani tra cui quello celebratissimo di Vesta.

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