Parco Regionale Archeologico Naturale dell’Inviolata

Parco Naturale Inviolata

Il Parco Regionale Archeologico Naturale dell’Inviolata sorge nel comune di Guidonia Montecelio e fa capo all’ente Parco Regionale dei Monti Lucretili. Una zona estremamente ricca dal punto di vista architettonico con resti di ville antiche, mausolei, antichi casali medievali, strade di epoca Romana.
Un patrimonio di enorme valore culturale e non a caso è proprio qui, all’interno di questo parco, che venne rinvenuta il famoso gruppo scultoreo della Triade Capitolina, nella seconda metà del II sec. d.C. Oggi questa triade, esempio più completo e meglio conservato del gruppo di divinità tutelari dello Stato Romano, è visibile presso il Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani”, presso l’ex Complesso Conventuale di S. Michele Arcangelo sul Monte Albano, a Montecelio.

Storia del Parco

Il Parco Archeologico Naturale dell’Inviolata è stato istituito nel 1996 ed è considerato un’area di eccezionale interesse storico-archeologico. Il tutto incastonato all’interno di un’area di circa 2000 ettari di grande rilevanza anche in termini naturalistici. Da queste colline sono visibili i Colli Albani, i Monti Prenestini, Lucretili, Cornicolani e il Monte Soratte.
All’interno del Parco è possibile imbattersi in molteplici boschi e ruscelli, in una cornice naturalistico di grande impatto che seppur caratterizzata dalla forte presenza dell’uomo, consente ancora oggi di trovare diverse specie animali e vegetali.
Si parla in particolare di oliveti, piante tipiche della macchia mediterranea, olmi, viti, eucalipti; non mancano poi coltivazioni di frumento, granturco, girasoli. Dal punto di vista dalla fauna da registrare la presenza di molti animali selvatici, cornacchie, aironi, poiane, martin pescatori, roditori, volpi, cinghiali e rettili.

Laghi e ruscelli

Si diceva della presenza dei laghi: all’interno del Parco Regionale Archeologico Naturale dell’Inviolata ce ne sono quattro. Tra i corsi d’acqua poi da segnalare la presenza di piccoli ruscelli tra i quali Fosso del Cupo, Fosso Capaldo e Fosso dell’Inviolata.
Una biodiversità straordinaria, motivo per il quale questa vasta zona di quasi 2000 ettari (compreso il Parco) è stata dichiarata nel 2016 di notevole interesse pubblico da parte del Ministero dei beni culturali.

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