Architettura di Villa Adriana a Tivoli: Galleria e criptoportici

Villa Adriana

Architettura di Villa Adriana a Tivoli

Architettura di Villa Adriana a Tivoli: Galleria e criptoportici

L’architettura di   Villa Adriana a Tivoli  si sviluppa  nella prima metà del II sec. d.C dall’Imperatore Adriano si estende su di una superficie di ca.120 ettari ma in origine era molto più estesa. Si pensa dovesse coprire un’area di circa 200 ettari. Essa  però comprende anche una parte non visibile, poichè si trova a un livello inferiore dunque sotterranea in realtà ancora poco conosciuta ma che era indispensabile per la funzionalità del monumento.

Questa parte della Villa è formata da diversi tipi di gallerie chiamate anche criptoportici che avevano diverse funzioni. In primo luogo servivano a sveltire e snellire il traffico esterno poiché a Villa Adriana erano migliaia le persone che ci lavoravano e in parte ci vivevano  e poi in altri casi venivano  utilizzate per le passeggiate estive e invernali . In molti casi venivano sfruttati anche come magazzini per le derrate alimentari e per la conservazione del cibo.Andiamo ad analizzare più da vicino la diversa tipologia di questi percorsi .

COSA SONO I CRIPTOPORTICI?

In epoca romana con il termine di crypta si indicava un sistema di gallerie e corridoi spesso sotterranei e anche strade carrabili ; già l’autore latino  Seneca ne faceva riferimento quando ci riferisce che con l’Imperatore Claudio  la città di Pozzuoli fu unita a Napoli grazie a una via sotterranea, chiamandola crypta Neapolitana.

I criptoportici di Villa Adriana e la loro scoperta a partire dal periodo rinascimentale

A Villa Adriana con i primi studi cominciati dall’architetto Pirro Ligorio per conto del Cardinale Ippolito II D’Este che a Tivoli si fece costruire Villa d’Este,  furono ispezionati alcuni di questi criptoportici. Seguirono gli studi dell’architetto  Francesco Contini nel 1600 che per primo studiò queste gallerie sotterranee intuendone la loro importanza fondamentale per la riuscita di tutto il complesso adrianeo. Studi successivi furono condotti dagli studiosi Rossini, Canina e Piranesi.

Tipologia dei criptoportici

I criptoportici della Villa Adriana in base alle loro caratteristiche potrebbero essere divisi in categorie:Nella prima categoria rientrano tutti quei percorsi sotterranei carrabili e pedonali che si sviluppavano sia all’aperto che in galleria. Esse formano un sistema di arterie indispensabili per la vita di tutta l’area archeologica. La parte periferica della villa è sottolineata da una vecchia via repubblicana poi riutilizzata ai tempi dell’Imperatore . Questa antica strada presenta il selciato di basoli che hanno i solchi lasciati dalle ruote dei carri che da qui transitavano passando sotto l’area del cd.Tempio di Venere e poi proseguendo verso la zona delle cd.Biblioteche  e spingendosi verso la Terrazza di Tempe.

Da qui la strada proseguiva dirigendosi verso la Piazza d’0ro e quindi verso la cd.Valle degli Inferi. Dopo aver lambito queste zone concludeva in una serie di gallerie a quattro bracci scavate nel banco di tufo e disposte a formare un trapezio. I lati maggiori misurano rispettivamente 304 metri e 296 metri e larghe 5 metri.

Questo impressionante sistema sotterraneo chiamato Grande Trapezio era una sorta di parcheggio sotterraneo,luogo di sosta e scarico delle merci e dove gli animali da soma insieme ai carri entravano all’alba ,qui riposavano e si rifocillavano, per poi uscire all’ora del tramonto,in modo che durante il giorno la strada potesse essere utilizzata da chi arrivava in Villa e dovesse raggiungere l’importante area della Piazza d’Oro e gli edifici limitrofi..

All’interno di questo impressionante sistema di gallerie dobbiamo anche immaginare l’esistenza di una grande stalla fornita di 131 mangiatoie,mentre l’esistenza di una canaletta di scolo fa  supporre che  essa venisse utilizzata per i liquami. La  presenza della mangiatoia è supportata dall’esistenza di una serie di incassi quadrati dove erano sistemate le travi per la mangiatoia.

Un’ altra grande Via pedonale costeggiava la Cosiddette Cento Camerelle,edificio questo di servizio che poteva alloggiare fino a 500 persone. Questa strada arrivava dalla Via Tiburtina ,costeggiava le Cento Camerelle e poi passava sotto il Vestibolo,ossia l’entrata della Villa e dunque raggiungeva le Grandi Terme e le Piccole Terme.

II GRUPPO DI CRIPTOPORTICI: GLI AMBULACRI

A questa seconda categoria di percorsi sotterranei rientrano le gallerie sotterranee che venivano utilizzate per le passeggiate durante la stagione calda,quindi avevano una funzione nobile.  Una di queste si trova al di sotto della cd.Peschiera che fa parte del Palazzo invernale dove  ci sono  quattro gallerie illuminate da finestre dette a gola di lupo e con una volta a botte. I percorsi nobili con funzione di ambulacro erano intonacate e dipinte con colori chiari.In questo caso dovevano esserci anche dei seggi mobili dove poter sostare e godere della frescura.

Nulla comunque vieta di pensare che questi ambulacri venissero utilizzati anche in inverno durante le giornate fredde. Un altro criptoportico con funzione di ambulacro viene a trovarsi nelle Grandi Terme, alle spalle della palestra.

Esso era tutto rivestito in marmo mentre la volta a botte era intonacata e dipinta. Un altro criptoportico a 4 bracci viene a trovarsi nell’area palaziale,quella più antica risalente al periodo repubblicano. Esso era molto più buio rispetto agli altri avendo finestre ridotte di dimensione. Quasi sicuramente in epoca adrianea  fu sostituito da quello che si trova al di sotto della peschiera,mentre questo venne quasi sicuramente trasformato in un magazzino per le derrate alimentari.

III Gruppo di criptoportici

Rientrano in questa categoria tutti quei passaggi coperti utilizzati per mettere in comunicazione due o piu edifici. Uno di questi viene a trovarsi tra il Teatro Marittimo e il cd Stadio.Un altro esempio collega la Sala dei Pilastri dorici con l’area della Piazza d’Oro.

IV Gruppo 

A questo gruppo rientrano tutti quei passaggi sotterranei che erano utilizzati agli scopi più diversi ,molti di essi venivano utilizzati come magazzini,altri addirittura come cisterne o depositi per la neve. Il criptoportico di epoca repubblicana in una seconda fase edilizia,quella di epoca imperiale doveva avere senza ombra di dubbio questo utilizzo. In alcuni casi alcuni di questi criptoportici dovevano fungere anche da legnaia. E’ il caso dei criptoportici che si trovano al di sotto delle Terme.

Quelli utilizzati come cisterne avevano un intonaco idraulico che desse garanzie d’impermeabilità e funzionasse anche come coibente termico. Molti di questi criptoportici avevano sulle pareti la presenza di nicchie scavate nella muratura in modo tale da poter illuminare queste vie sotterrane attraverso l’utilizzo di lucerne. Alcuni studi ipotizzano anche che questi criptoportici potessero essere una via di fuga utilizzata dall’Imperatore Adriano nel caso di attacchi esterni.

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