Villa Adriana e le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar

Antinoo

Villa Adriana e le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar

Chi viene a visitare la Villa  Adriana a Tivoli  non può non leggere, prima o dopo la visita agli scavi, le Memorie di Adriano. Si tratta di un romanzo storico scritto dalla scrittrice francese Marguerite Yourcenar e edito per la prima volta nel 1951 in lingua francese con il titolo di  “Memoires d’Hadrien. “

Chi è Marguerite Yourcenar?

Il vero nome di Marguerite Yourcenar era in realtà Marguerite de Crayencour. Nasce a Bruxelles nel 1903 da una famiglia borghese franco-belga  e muore in America nel 1987. Poetessa e scrittrice fu la prima donna ad essere eletta all’Accademia di Francia. Venne avviata agli studi classici ,seguita da precettori privati  sin da bambina ,tanto che a dieci anni impara il latino e più tardi il greco . All’età di 17 anni pubblica il suo primo libro di poesie. A 24 anni durante il suo primo viaggio in Italia ebbe modo di visitare le rovine della Villa Adriana a Tivoli e colpita dal fascino emanato da queste antiche vestigia comincia a prendere nota dei primi appunti sulla figura di Adriano  che poi sfocerà nel suo capolavoro  Memorie di Adriano.

 

“Le memorie di Adriano”

Questo libro avrà una genesi molto lunga. Il primo abbozzo viene concepito sotto varie forme tra il 1924 e il 1925. L’opera viene poi accantonata  e i lavori ripresi intorno al 1934 durante i quali ci furono delle lunghe indagini riguardo alla vita dell’Imperatore Adriano senza però alcun esito.

Nel 1941 a New York in un negozio di colori Marguerite Yourcenar comprò una stampa a colori del Piranesi che riproduceva il famoso Canopo di Villa Adriana dove fu ritrovata la statua del favorito di Adriano, Antinoo insieme a sacerdotesse realizzate in basalto e che ora si trovano esposte nei Musei Vaticani,nella sezione egizia.

La figura dell’Imperatore Adriano continuava a palesarsi alla scrittrice belga. Il 1949 sarà l’anno della svolta: dalla Svizzera arriverà un baule con appunti, lettere, effetti personali   che Marguerite Yourcenar aveva scritto dieci anni prima. Ritrova dei fogli di cui aveva perso memoria.

In uno di questi c’è scritto: “Mio caro Marco ,sono andato stamattina dal mio medico,Ermogene,recentemente rientrato in Villa dopo un lungo viaggio in Asia.”

E’ questo l’incipit del futuro romanzo che non la lascerà più da questo momento. Immagina che  l’imperatore Adriano ormai alla fine dei suoi giorni  scriva al suo protetto Marco Aurelio allora appena diciassettenne e futuro Imperatore di Roma, e pone riflessioni sul senso della vita e soprattutto sul senso della morte.

Marguerite Yourcenar immagina che l’Imperatore ormai malato e prossimo alla morte cominci a scrivere le proprie memorie in uno degli edifici più famosi della Villa Adriana: il Teatro Marittimo, un’ isola artificiale circondata da un canale e dunque isolata rispetto all’ esterno,dove l’Imperatore amava meditare e ritirarsi,un luogo non a caso definito il pensatoio di Adriano.

Struttura del Romanzo

Nel libro la scrittrice francese descrive la vita dell’Imperatore Publio Elio Adriano , vissuto nel II secolo dopo Cristo, ma immagina che sia lo stesso Imperatore  Adriano a parlarcene. Sono lunghe riflessioni riguardanti i temi della vita legati all’esistenzialismo, ripercorre i propri trionfi militari ma anche il proprio amore per la musica,la filosofia, la poesia  e il suo amore per il giovanissimo Antinoo che diventerà in breve tempo il suo amato.

Il libro è diviso in sei parti e presenta un prologo e un epilogo.  Esso viene narrato sotto forma di epistola che il vecchio imperatore Adriano ormai malato indirizza come abbiamo detto precedentemente al giovane amico Marco Aurelio. Nel primo capitolo Adriano ci dice che è giunto all’età di 60 anni e che essendo gravemente  malato e scorgendo il profilo della propria morte,vuole ripercorrere i momenti più importanti della sua vita partendo dall’infanzia trascorsa ad Italica in Spagna dove probabilmente l’Imperatore Adriano nacque.

“Animula Vagula Blandula”

Sono questi i versi di una brevissima poesia scritta dall’Imperatore Adriano  con cui si apre il libro “ Memorie di Adriano”La versione in latino  della poesia di Adriano è la seguente

“Animula,vagula,blandula,

Hospescomesque corporis,

Quae non abisis in loca

Pallidula,rigidula,nudula,

Nec,ut soles,dabis iocos..”

Adriano poco prima di morire si conceda dalla sua anima ,la saluta,come si stesse separando da una cara compagna. Si tratta di una sorta di testamento spirituale che riflette anche il periodo storico , un periodo relativamente tranquillo dove però all’orizzonte comincia a profilarsi la minaccia delle invasioni barbariche, quella dei Quadi e dei Marcomanni. Siamo all’apice del secolo d’oro, ma dietro l’angolo cominciano le prime avvisaglie di quella tempesta che da li a qualche secolo avrebbe spazzato definitivamente l’Impero romano.

Antinoo

Nel romanzo Adriano ci parla del suo amore per Antinoo e ci dice che fra tutti i giochi umani quello amoroso è quello che a differenza di  tutti gli altri può sconvolgere l’animo umano ed è quello che succederà all’Imperatore Adriano dopo la morte del bel fanciullo .

Il fanciullo, ribattezzato dall’imperatore dopo una relazione durata cinque anni muore in Egitto, durante una crociera sul Nilo, e alla sua morte l’Imperatore cadrà in uno stato di profonda prostrazione. Ci dice nel romanzo che Adriano fece anche imbalsamare il corpo del ragazzo da sacerdoti egizi , e che per mitigare il dolore immenso per la prematura scomparsa del giovinetto ne autorizzò la sua apoteosi, Antinoo diventa una divinità.

Antinoo dopo la sua morte viene divinizzato, rendendolo in questo modo immortale. Anche negli scavi  Villa Adriana, troviamo un edificio celeberrimo che ci parla di Antinoo, il cosiddetto Canopo dove negli anni ‘50  furono trovati dei manufatti egittizzanti preziosissimi che ora si trovano nella sezione egizia dei Musei Vaticani.

Nel romanzo però si parla anche della moglie di Adriano, Vibia Sabina che morirà nella sua residenza al Palatino preferendola alla residenza di Tivoli. Dopo la sua morte si sparse anche la voce che Sabina fosse stata avvelenata dallo stesso Imperatore Adriano.

Marguerite Yourcenar, 1958

Nel 1958 Marguerite Yourcenare riesce a tornare in visita alla villa dell’Imperatore Adriano a Tivoli.

Ci dice che la villa ha subito un cambiamento insidioso ma fortunatamente non completo.

Ripercorre i luoghi abitati da Adriano .

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